L’ipocondria è una condizione nota sin dall’antichità, è stata oggetto di studio in campo medico, filosofico e letterario prima che psicologico.

La nostra comprensione delle esperienze ipocondriache è migliorata attraverso lo studio scientifico e con la formulazione dei primi metodi di intervento in psicoterapia, in particolare con la psicoanalisi. In generale oggi esistono diversi approcci alla psicoterapia dei disturbi da sintomi somatici. Personalmente mi sono occupato a lungo del trattamento di pazienti ipocondriaci, interessandomi alla formazione dei sintomi, delle crisi e della psicoterapia.

Con il termine ipocondria ci riferiamo a un gruppo di condizioni cliniche molto differenti che hanno in comune una preoccupazione che riguarda alcuni sintomi somatici e la paura che questi sintomi siano correlati ad una malattia spesso grave, mortale o invalidante.

Il termine deriva dalla area corporea dell’ipocondrio, una regione dell’addome che frequentemente è oggetto di attenzioni e preoccupazione da parte delle persone che soffrono di ipocondria. Anche se spesso altri organi, funzioni e regioni corporee sono bersaglio di preoccupazioni e attenzioni ripetute, come per ad esempio il cuore, il cervello, l’intestino, la pelle ecc… Spesso le persone che soffrono di ipocondria attraversano dei periodi in cui temono malattie specifiche quali: tumori, sindromi neurodegenerative, malattie infettive, verso le quali sviluppano una preferenza.

Nel modello clinico che ho introdotto dal 2010 ho cercato di ridefinire l’ipocondria interpretandola come una comunicazione corporea distorta e un enactment somatico intersoggettivo di un trauma relazionale evolutivo.

Attraverso tre contributi principali, ho analizzato l’ipocondria come flashback relazionale psicosomatico (2012), ne ho tracciato l’evoluzione dalla psicoanalisi classica alla prospettiva relazionale (2015), per interessarmi infine alla definizione dei processi di desomatizzazione intersoggettiva nel trattamento psicoanalitico (2018).

Per approfondire con l’articolo scientifico:
L’ipocondria dalla psicoanalisi classica alla prospettiva relazionale