Perché è necessario il Bonus Psicologo?

Il Bonus Psicologo introduce una novità per l’accesso alle cure psicologiche in Italia. Il Voucher pensato per il 2022 dovrà sopperire alla carenze del servizio sanitario nazionale, che di fatto non è nelle condizioni di erogare delle psicoterapie per la popolazione. Durante la pandemia la sofferenza psicologica dei cittadini è aumentata molto, anche in riferimento alle restrizioni adottate per fronteggiare la diffusione del virus.

Nella legge di conversione del decreto Milleproroghe D.L. 228/2021 è stato inserito il contributo da 200 a 600 euro, riconosciuto nel rispetto di specifici requisiti e in caso di ISEE fino a 50.000 euro. Una fascia di reddito che copre buona parte della popolazione, considerato che un valore ISEE di 40.000 euro è considerato indicatore di una buona condizione economica. In Italia oltre il 50% della popolazione ha un ISEE inferiore a 10.000 euro. La novità del Bonus Psicologo viene attuata dal Ministero della Salute, con apposito decreto del MEF.

Non è necessaria la ricetta del medico di famiglia per ottenere il Bonus Psicologo, ma viene gestito da una piattaforma INPS alla quale sono iscritti i professionisti aderenti.  Sarà l’INPS a pagare il professionista un rimborso di 50 euro a seduta senza che il cittadino debba anticipare totalmente la spesa. L’accesso alla salute psicologica dovrebbe essere garantito sopratutto alle fasce di popolazione che non hanno sviluppato una patologia psichiatrica grave. Questa iniziativa costituisce un primo passo attraverso cui si riconosce la necessità di intervenire in una situazione molto critica.

L’iniziativa è certamente meritoria anche se sono presenti alcuni problemi. Possiamo osservare, per esempio, che il tempo necessario alla burocrazia per l’approvazione del bonus è veramente molto. Dal momento della presentazione della vostra domanda sul portale dell’INPS passeranno più di due mesi per fare delle graduatorie regionali e per conoscere se la vostra richiesta è stata approvata. Le persone che si trovano in una condizione di crisi non sempre potranno attendere mesi.

Inoltre le procedure per i cittadini, gli enti coinvolti e i professionisti che erogano il servizio potrebbero dissuadere molti per quanto sono complesse. Inoltre il Bonus Psicologo non fa nessuna distinzione tra Psicoterapia e Psicoterapia Online e quindi non vi è alcun vincolo per gli psicoterapeuti di ricevere le persone in presenza.

 

Come richiedere il Bonus?

Dal momento dell’avvio con la pubblicazione in gazzetta e l’apertura dei portali dell’INPS i cittadini avranno 60 giorni di tempo per richiedere il bonus, ma prevediamo che i fondi si esauriranno presto perciò affrettatevi.

Il Bonus Psicologo si può usare una sola volta ed è di importo diverso per le 3 diverse fasce ISEE:

ISEE inferiore a 15mila euro: bonus fino a 50 euro per ciascuna seduta, per un importo massimo di 600 euro per ogni beneficiario;

ISEE compreso tra 15mila e 30mila euro: bonus fino a 50 euro per ciascuna seduta, per un importo massimo di 400 euro per ogni beneficiario;

ISEE superiore a 30mila euro e non superiore a 50mila euro: bonus fino a 50 euro per ciascuna seduta, per un importo massimo di 200 euro per ogni beneficiario.

Il Bonus Psicologo è limitato a 50 euro per seduta, perciò se la seduta con il vostro/la vostra psicoterapeuta ha una tariffa maggiore la differenza sarà a vostro carico. La relazione tecnica che accompagna il decreto indica 50-60 euro come la tariffa minima di una psicoterapia. In molti casi il Bonus coprirà dal 60% al 100% del costo della seduta, voi dovrete aggiungere dai 10 ai 30 euro.

Il trattamento deve essere cominciato entro 180 giorni (tre mesi) dall’ottenimento del bonus. Il Bonus Psicologo non può essere tenuto nel cassetto, scade. Se non lo utilizzate verrà assegnato a qualcun altro in graduatoria.

È possibile fare richiesta solo in modalità telematica sul sito dell’INPS previa autenticazione tramite SPID, CIE o CNS o attraverso il contact center INPS, secondo le modalità che verranno definite nel portale.

Le procedure scelte per gestire la richiesta prevedono un massiccio uso di dispositivi digitali sia per il cittadino sia per il clinico, aumentando il Digital Divide per l’accesso alle cure. 

Il cittadino deve prendere nota di un Codice Univoco rilasciato dal sito web e darlo allo psicoterapeuta. Quest’ultimo verifica sul portale dell’INPS la disponibilità dell’importo per la propria prestazione, ne indica l’ammontare e inserisce la data della seduta concordata con il paziente.
Il portale comunicherà una notifica al beneficiario con i dati della prenotazione.

Lo/la psicoterapeuta emette una fattura intestata al beneficiario in cui viene indicato il Codice Univoco  e riceverà il rimborso di 50 euro per seduta dopo un mese sul proprio conto corrente. Se il costo delle sedute è superiore la parte restante verrà pagata da voi direttamente al professionista. Se il costo della seduta è inferiore il residuo resterà a disposizione fino alla scadenza. Ogni volta che viene caricata la prestazione effettuata il sistema aggiorna l’importo e vi comunica il residuo.

Terminato l’importo da voi ricevuto attraverso la graduatoria regionale, il Bonus non potrà più essere richiesto una seconda volta, perciò potete decidere se proseguire la psicoterapia al prezzo pattuito con lo/la psicoterapeuta.

 

Diamo i Numeri

Numerose ricerche hanno mostrato un drammatico peggioramento delle condizioni di malessere psicologico generale. Nel contempo i servizi pubblici, da tempo trascurati dalle amministrazioni, non riescono (non sono mai riusciti) a garantire i livelli essenziali di assistenza in questo ambito. Le risorse sono state concentrate, secondo necessità, per le rianimazioni, i tamponi, hub vaccinali ecc..

I Centri di Salute Mentale (Psichiatria) non sono in grado di accogliere la popolazione adulta che non presenta un franco disturbo psichiatrico, se la sofferenza non giunge ad un livello di scompenso. I CSM solitamente non hanno degli psicologi psicoterapeuti al loro interno e non si occupano della Salute Psicologica. Come potrebbero? La psichiatria è drammaticamente sottofinanziata. Per questa ragione gli psichiatri sono piuttosto arrabbiati per l’introduzione del Bonus Psicologo, ma si sbagliano. Bisogna chiarire che si parla di popolazioni diverse, anche se con qualche sovrapposizione, i pazienti degli psicologi non sono i pazienti degli psichiatri. Dall’ultimo rapporto (2018) i pazienti psichiatrici in cura sono 837.027 ovvero l’1,4% della popolazione italiana. Per contro, il 40% degli italiani si è rivolto almeno una volta ad uno psicologo secondo un sondaggio recente di Piepoli. Numeri molto diversi.

Il Bonus Psicologo non è rivolto ai pazienti psichiatrici in carico al servizio pubblico perché è rivolto ad una fetta di popolazione quasi 40 volte più ampia. Per essere onesti, la maggior parte delle persone con un disagio psicologico moderato non verrebbero mai prese in carico in un Centro di Salute Mentale, perché la loro condizione clinica non è abbastanza grave e non supera le soglie diagnostiche psichiatriche. E poi, sopratutto perché i Centri di Salute Mentale e di Neuropsichiatria Infantile  non ce la fanno.

All’interno della Rete dei Servizi della Salute Mentale i cittadini che hanno sofferto per la pandemia non riceverebbero (non hanno ricevuto) alcuna psicoterapia. I Direttori (psichiatri) dei centri di Salute Mentale non hanno quasi mai assunto Psicologi Psicoterapeuti nei loro servizi per offrire psicoterapie alla popolazione, solo farmacoterapie e riabilitazione psichiatrica. Se questi fondi fossero stati indirizzati alla psichiatria dei Centri di Salute Mentale non sarebbero mia arrivati a voi sotto forma di psicoterapie, ma solo farmaci (ansiolitici e antidepressivi nella maggior parte dei casi).

Il Bonus Psicologo punta a fronteggiare l’aumento delle condizioni di depressione, ansia, stress e fragilità psicologica causate dalla pandemia covid direttamente o indirettamente per le conseguenze socio-economiche. La conversione in legge del decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228 indica l’obiettivo di “potenziare l’assistenza per il benessere psicologico individuale e collettivo, anche mediante l’accesso ai servizi di psicologia e psicoterapia in assenza di una diagnosi di disturbi mentali, e per affrontare situazioni di disagio psicologico, depressione, ansia e trauma da stress”.

Lo stanziamento, di 10 milioni di euro riuscirà a raggiungere circa 16mila persone fino a esaurimento del fondo. Quindi solo poche persone avranno accesso al Bonus se rapportate al reale bisogno della cittadinanza e agli obbiettivi. Per esempio, al Piemonte spetta una quota del fondo pari a 737.257 euro, perciò in questa regione usufruiranno del Bonus Psicologo minimo 1228 persone.

 

È possibile svolgere una psicoterapia in 4-12 sedute?

Considerando che una tariffa minima di una seduta di psicoterapia presso uno specialista privato si attesta sui 50-60 euro, spiega la relazione tecnica che accompagna il provvedimento, con 200-600 euro al costo di 50 euro sarà quindi possibile effettuare da un minimo di 4 a un massimo di 12 sedute secondo la fascia di reddito del cittadino e a prescindere dal problema presentato.

Come abbiamo detto, il Bonus è limitato ad un rimborso di 50 euro per singola seduta, perciò se il costo del professionista è superiore il cittadino dovrà pagare una differenza di tasca sua. 

Chi rientra nella fascia reddituale tra 30.000 e 50.000 euro annui avrà a disposizione un Bonus di 200 euro per 4 sedute. Un numero di sedute adeguato per una buona valutazione iniziale e per la definizione dei principali obiettivi e strategie di intervento.

Nella maggior parte dei casi non sarà possibile rispondere ai problemi psicologici causati dalla pandemia in 12 sedute. Comunque il Bonus Psicologo rappresenta un significativo risparmio per il cittadino. Le psicoterapie più brevi normalmente richiedono un percorso minimo di circa 16 sedute. Per esempio la Psicoterapia Interpersonale (IPT) che è uno dei modelli di intervento breve che meglio si adatta ai diversi contesti culturali, ed è anche uno tra gli interventi piscoterapici brevi più studiati al mondo con maggiori evidenze di efficacia, si attesta intorno alle 16 sedute. Questo significa che, anche se si svolge un intervento strutturato con un terapeuta formato nel trattamento a breve termine, il cittadino dovrà mettere di tasca sua circa 200-400 euro. Il bonus psicologico in questi casi si traduce in un risparmio tra il 50% e il 70%. Niente male.

Con un intervento psicologico breve (Counseling) si possono affrontare diverse condizioni di crisi psicologica, per esempio: un lutto, una separazione coniugale, la perdita del lavoro, un conflitto familiare, una crisi scolastica, la sofferenza legata all’isolamento sociale, l’esperienza del ricovero o della malattia, il peggioramento delle proprie condizioni di salute, la paura dell’invecchiamento, la rinuncia ad un progetto a lungo sognato, la paura dei farmaci, la difficoltà del rientro al lavoro, la relazione problematica con un figlio adolescente, difficoltà a perdere peso, a smettere di fumare ecc…

Dobbiamo comunque considerare che di fatto gli psicoterapeuti non possono applicare le terapie brevi così come manualizzate perché il contesto reale è più complesso e una terapia che prosegue oltre le 16 sedute ha maggiori probabilità di efficacia a lungo termine. Nei casi in cui è necessario affrontare delle condizioni di personalità alla base delle condizioni di sofferenza, sono necessarie minimo 36-40 sedute (circa un anno di terapia con sedute settimanali) con terapeuti esperti. In questo caso il bonus psicologico rappresenta un risparmio del 25%.

 

Come spendere bene il Bonus Psicologo?

Il modo migliore per spendere bene il bonus psicologo è partire da una buona diagnosi psicologica. La diagnosi psicologica deve includere non solo i sintomi, ma le condizioni di base della personalità, il contesto psicosociale, le risorse mentali, la storia personale, la fase della vita, gli obiettivi da raggiungere e il livello di alleanza terapeutica.

La diagnosi psicologica (che non è la diagnosi psichiatrica) non può essere fatta dal medico di medicina generale, perché semplicemente non è formato a sufficienza per riconoscere le condizioni “sottosoglia”, ma può inviarlo ad uno psicologo, in questo caso anche psicoterapeuta.

Per l’accesso al Servizio Pubblico solitamente sulla ricetta è necessario indicare la dicitura Psicoterapia Individuale. I tempi d’attesa variano da servizio a servizio, in questo caso però potrete fare a meno del Bonus Psicologo. Purtroppo però riuscire ad ottenere un Primo Colloquio Psicologico Clinico con il Sistema Sanitario in certe regioni d’Italia è un miraggio nel deserto.

Grazie al Bonus Psicologo i tempi si accorciano, anche se comunque sarà necessaria un attesa minima di 2 mesi dal momento della richiesta online. In pratica, se verrà rifinanziato il Bonus Psicologo rappresenta l’unica via percorribile nei prossimi anni per centinaia di migliaia di cittadini italiani.

Comunque, senza una buona diagnosi psicologica non è possibile indirizzare una persona verso il percorso più appropriato.

Per fare una diagnosi psicologica sono spesso necessari almeno 2-3 incontri. Se si guarda al Bonus Psicologo come una forma di risparmio conviene procedere con cautela, evitate l’autodiagnosi. Scegliete il terapeuta, non la terapia: la terapia la sceglierete insieme dopo i primi incontri. In 2-3 incontri scegliere anche la strategia per affrontare i problemi, da dove partire e dove arrivare, incluso l’invio ad un altro professionista o l’intervento di altre figure professionali. Vengono valutati gli obiettivi e stimato il tempo minimo necessario al trattamento.

Una psicoterapia limitata nel tempo può concludersi perché prevede una durata fissa, ciò non significa che però gli obiettivi iniziali vengano sempre tutti raggiunti. Questo è dovuto al fatto che le condizioni delle persone cambiano durante la terapia, per avvenimenti esterni o interni. Perciò è ragionevole prevedere un lasso di tempo più ampio per sicurezza. Durante gli incontri iniziali è possibile condividere delle previsioni.

 

Ora ho il Voucher, che cosa devo fare?

Se hai i requisiti e hai ottenuto il voucher, Salva il tuo Codice Univoco, puoi contattare qualsiasi psicologa/o psicoterapeuta (deve essere specialista) aderente all’iniziativa. Gli Ordini Professionali regionali avranno comunicato un elenco dei professionisti aderenti al portale dell’INPS, ma ti conviene telefonare allo psicoterapeuta e capire se ha disponibilità, sarà lei/lui a gestire la prenotazione.

Il problema sarà quello di scegliere il professionista tra i molti che aderiscono all’iniziativa.

Troverai moltissime offerte online ma queste rappresentano un elemento di confusione. Ti invito a prenderti del tempo per valutare il/la professionista giusto. In Italia abbiamo davvero l’imbarazzo della scelta tra 120.000 psicologi.

Ogni decennio raddoppia il numero degli iscritti all’ordine degli psicologi: 23 mila nel 1994, 48 mila del 2004, 92 mila del 2014 e ad oggi (dati del 2021) sono più di 120.000. Grazie a tale crescita esponenziale in Italia siamo già ad uno psicologo ogni 500 abitanti. In alcune città come Roma è presente uno psicologo ogni 300 abitanti. In tutta Europa ci sono circa 400.000 psicologi. Cioè, più di un quarto degli psicologi europei sono italiani, un’enormità. Praticamente siamo tra i maggiori “produttori” di psicologi al mondo. Che confusione! Questo comporta anche un vantaggio per voi, le tariffe degli psicologi Italiani sono tra le più basse se confrontate con quelle di altri paesi.

Nel caso del Piemonte abbiamo più di 4000 psicoterapeuti su circa 8000 psicologi abilitati. Più che sufficienti per le 1228 persone che otterranno il bonus. Quindi come procedere?

 

Benvenuti nella Giungla

Cercherò di disegnare la geografia del mondo degli psicoterapeuti per orientarvi meglio in un territorio molto difficile da esplorare. Il Territorio della Psicoterapia e ampio e in continua espansione, ricco di opportunità, insidie, problemi, disordine, inaspettate sorprese e ricchezza.

Per essere abilitati alla psicoterapia gli psicologi devono aver fatto una scuola di specializzazione di almeno 4 anni dopo la laurea. Inoltre, imparare a fare psicoterapia non è semplice. Per il Bonus Psicologo bisogna cercare uno psicoterapeuta e solo la metà degli psicologi è abilitato alla psicoterapia. Questa decisione semplifica un po’ le cose per il cittadino, anche se ha provocato qualche dispiacere nei colleghi psicologi che non hanno fatto una scuola quadriennale di specializzazione e quindi non sono abilitati alla psicoterapia. Nonostante ciò gli psicoterapeuti sono tantissimi, per lo più concentrati nelle grandi città.

Dai dati ENPAP sappiamo che una grandissima parte degli psicologi non esercita la professione o la svolge part-time qualche ora alla settimana. Questo purtroppo vale anche per molti psicoterapeuti. Ovvero, la maggior parte degli psicologi ha poca o pochissima esperienza clinica (le dichiarazioni dei redditi professionali parlano chiaro).

Quantomeno gli psicologi psicoterapeuti hanno dovuto svolgere un tirocinio di 4 anni nel quale sono stati affrontati dei trattamenti sotto supervisione in determinati ambiti della psicopatologia. Una volta specializzati si aprono davanti alla/o psicoterapeuta diverse strade per sviluppare la propria attività. Non è semplice percorrerle per gli addetti ai lavori, ancor meno per il cittadino che sta cercando di capire come chiedere aiuto e come utilizzare il Bonus Psicologo 2022.

L’offerta di psicologia e psicoterapia è enorme, super diversificata, ma spesso poco trasparente, talvolta ingannevole, spesso poco qualificata, sottopagata, malgestita. Malgrado ciò, il mondo degli psicologi è piuttosto vivace e riserva diverse sorprese e interessanti iniziative.

 

Gli Psicoterapeuti Liberi Professionisti

Data l’anomala sovrapproduzione della psicologia italiana, il cittadino dovrebbe essere in grado di muoversi nella Giungla degli Psicoterapeuti per trovare una/un Libero/a Professionista con qualche esperienza nel trattamento del tipo di problemi che lo affliggono. Non è facile. Se si hanno a disposizione pochi soldi e poco tempo però non conviene affidarsi al caso e alle pubblicità online, anche se non avete voglia di trascorrere ore sfogliando le migliaia di siti vetrina di psicoterapeuti sul web. Come capire cosa fa per voi?

In Italia uno/a Psicoterapeuta che svolge un’attività da Libero/a Professionista in maniera esclusiva può svolgere una professione di discreto prestigio sociale e alta utilità per la comunità. È la via sognata dalla maggior parte degli psicologi clinici. Per affermarsi un/a Psicoterapeuta Privato deve affrontare molti anni di lavoro e costruirsi lentamente una ottima reputazione. Questa gli garantirà un rapporto fiduciario con molti colleghi e molti pazienti, ed ex pazienti, che negli anni hanno tratto beneficio dai suoi interventi professionali. Questa è la migliore garanzia per voi: il numero di casi clinici trattati con successo. Ma questo non può essere oggetto di una pubblicità esplicita dello psicoterapeuta, se non di un generico “sentir parlar bene del tal professionista”. Difficilmente troverete molte recensioni, in questo campo le persone tendono alla riservatezza. Inoltre esistono molti servizi che “vendono” recensioni, non è il massimo.

I Liberi Professionisti scommettono sulle proprie capacità e investono tempo e denaro. Il talento non è democratico, nel campo della psicoterapia ci sono colleghi che hanno una migliore attitudine personale e maggior talento, affinati con lo studio e il confronto. L’incontro personale può riservare comunque delle sorprese, non tutti si trovano bene con le diverse personalità e stili terapeutici che lo psicoterapeuta può esprimere. Quindi di solito vengono proposti 2-3 colloqui di consultazione utili per la diagnosi, ma anche per verificare l’adattamento reciproco, il feeling personale con il professionista. In questo ambito è un fattore predittivo importante per l’avvio del processo terapeutico.

Uno psicoterapeuta che lavora full time come libero professionista nel proprio studio privato svolge dai 25-50 primi colloqui di consultazione in un anno e segue in psicoterapia tra i 20 e i 100 pazienti all’anno, a seconda della durata degli interventi e la frequenza delle sedute. Nel corso di 4-5 anni la sua rete aumenta esponenzialmente così che chi lavora tanto lavora sempre di più. Però vi è un limite al numero di ore che un/a Psicoterapeuta può lavorare.

Esattamente come i tassisti gli psicoterapeuti sono pagati per il loro tempo, perciò se lavorano 40 ore alla settimana possono vedere massimo 40 pazienti individuali, qualcuno di più se lavorano con famiglie o gruppi. Anche così comunque ben presto cadranno vittime del loro successo e avranno difficoltà a vedere nuovi pazienti, saranno saturi e dovranno costruire una Lista d’Attesa. Inevitabilmente sono i professionisti più cari, difficili da contattare. Questi Professionisti Privati potrebbero non essere il riferimento giusto per spendere il vostro Bonus Psicologo. Potrebbe capitarvi però di pagare con il Bonus parte delle sedute che avevate già iniziato a fare.

Un/a libero professionista ha la possibilità di negoziare le sue tariffe, proporre un prezzo diverso a seconda della difficoltà del caso. Incluso applicare tariffe ridotte e pagamenti dilazionati per i pazienti che hanno difficoltà economiche, oppure per chi, nel corso del trattamento va incontro ad una riduzione del reddito o alla perdita del lavoro. Non è un evento così raro come si pensa. Un libero professionista vi può seguire secondo i metodi più aggiornati per tutto il tempo necessario, non può essere trasferito, licenziato, non sottostà alle regole di una struttura che stabilisce per voi il tipo e la durata o la frequenza di una psicoterapia. Se lavora male dovrà chiudere l’attività, ma se lavora bene ne potrà ricavare maggiori soddisfazioni. Lo scegliete voi e siete più liberi di chiedere un trattamento sulla base delle vostre esigenze. Potete ritornare in terapia ogni volta che ne sentite il bisogno, anche a distanza di anni.

Per fortuna moltissimi Psicoterapeuti intraprendono questa strada ogni anno, così che in migliaia competono fra loro per costruire una pratica clinica più solida ed affidabile per voi e per loro stessi. Sulla strada per l’affermazione professionale potrete trovare Psicoterapeuti con diversi anni di esperienza. Nel caso soffriate di un disagio causato dalla pandemia e di una condizione di rischio per la vostra salute psicologica dovreste trovare facilmente un professionista capace di aiutarvi.

Se invece accanto allo stress causato dalla pandemia soffrite di una condizione più diffusa di malessere con sintomi e difficoltà che limitano fortemente la vostra vita, vale la pena (potendo scegliere) prendere del tempo per cercare uno psicoterapeuta con almeno 5 anni di esperienza pratica nel trattamento della condizione di cui soffrite. Ce ne sono molti in ogni città, meno nelle provincie.

Se consultate le varie pagine Facebook degli psicoterapeuti, i nostri profili Instagram, e tutti i siti Web troverete molte somiglianze e qualche differenza, ma non troverete tutte le informazioni che vi servono. Alcuni psicologi possono esagerare in “autopromozione” mentre altri sono eccessivamente gelosi della loro privacy fino a cancellare qualsiasi traccia di sé e del loro lavoro, sono dei veri e propri assenti sul web.

Negli ultimi anni, data la situazione di terribile concorrenza nel settore della psicologia il marketing digitale è un’industria fiorente. La giungla cresce ogni giorno. Così vi imbatterete in molti portali pubblicitari per gli psicologi.

 

Cosa sono i Portali Pubblicitari degli Psicologi?

Sono servizi di marketing che gli psicologi comprano per avere visibilità sul web. Attraverso i portali vi troverete di fronte a pagine che sembrano un menù di un ristorante con i diversi piatti in offerta (Primo Colloquio gratuito! Sconto del 20% Promo questa settimana), foto accattivanti, descrizioni seducenti. Anche per gli psicologi è difficile sopravvivere nella giungla degli psicoterapeuti, c’è decisamente troppa competizione.

I portali aiutano gli Psicologi Liberi Professionisti a raggiungere un maggior numero di contatti, ma non fanno nessun controllo, sono i professionisti che si assumono la responsabilità deontologica di una corretta informazione. Sopratutto online andrebbe rispettato l’Articolo 39 del Codice Deontologico: “Lo psicologo presenta in modo corretto ed accurato la propria formazione, esperienza e competenza. Riconosce quale suo dovere quello di aiutare il pubblico e gli utenti a sviluppare in modo libero e consapevole giudizi, opinioni e scelte“.

Gli psicologi pagano l’inserimento nel portale con un abbonamento mensile/annuale oppure cedendo una percentuale della loro parcella. L’obiettivo aziendale del portale non è quello di aiutarvi a formare un giudizio libero e consapevole, ma quello di indirizzare le vostre scelte per massimizzare i ricavi dell’azienda. C’è di buono che nella maggior parte dei casi non sfruttano gli psicologi e non si sostituiscono a voi nella relazione con il vostro/la vostra terapeuta. Una volta raggiunto il contatto potete stabilire una relazione del tutto indipendente dal portale.

Dovete però considerare che molti psicoterapeuti affermati ed esperti non hanno neppure il sito web! Sui portali non li troverete mai. Non ne hanno bisogno, lavorano sopratutto con il passaparola. Impossibile trovarli da soli nella giungla. Perciò, se ne avete la possibilità, sarebbe meglio farsi consigliare da qualcuno che lavora dentro il settore, risparmierete tempo e denaro.

In ogni caso, sui Portali degli Psicologi potete trovare molti Liberi Professionisti che possono gestire in autonomia il loro rapporto con i pazienti. Possono stabilire tipo di intervento, durata e costo sulla base di una negoziazione diretta con voi. Non rispondono alle direttive del portale, che rappresenta solo un servizio di marketing e non una Direzione Sanitaria.

Questa cosa ad esempio non avviene se vi rivolgete ad un Centro Diagnostico Polispecialistico oppure ad una Società Commerciale di Psicologia Online in cui la relazione diretta con lo psicoterapeuta è quasi impossibile. Dal momento che il Bonus Psicologo vi farà risparmiare del denaro, il mio consiglio è quello di utilizzarlo al meglio per voi e se possibile scegliere uno/a psicoterapeuta che vi garantisca la possibilità di fare le sedute anche in presenza se sarà necessario.

Dovrete domandarvi se potete aggiungere 10-30 euro al rimborso di 50 euro garantito dal Bonus Psicologo 2022 oppure preferite restare su tariffe più basse. Se siete in difficoltà economica e non potete spendere, conviene orientarsi su servizi che abbiano previsto delle tariffe calmierate anche in previsione dell’esaurimento del fondo del Bonus.

Ci nono molti Sportelli di Ascolto psicologico nel Privato Sociale che sono lontani dalle logiche dello sfruttamento commerciale e del business e hanno fatto una scelta verso l’aiuto a basso costo per le fasce meno abbienti della popolazione, giovani, e situazione di crisi economica. 

 

Cosa sono gli Sportelli di Ascolto Psicologico?

Negli ultimi anni sono sorti numerosi progetti che propongono servizi di consultazione privati a prezzi calmierati, che di fatto hanno sostenuto una parte della popolazione durante la pandemia. Questi servizi sono rappresentati dagli Sportelli di Ascolto Psicologico nel Privato Sociale. Ormai da alcuni anni, attraverso l’accesso a questi servizi i cittadini che sono in una condizione di fragilità economica possono ricevere delle cure. Gli sportelli sono promossi e gestiti direttamente da Associazioni di Psicologi con fini statutari orientati al benessere delle fasce sociali deboli, in genere non hanno fini di lucro. Questo è un punto molto importante specialmente se poi le confrontiamo con le Società Commerciali di Psicologia Online.

Le tariffe degli Sportelli di Ascolto sono piuttosto basse (30-40 euro per seduta), utili per coprire le spese o poco più degli studi privati dove i pazienti vengono accolti In Presenza. Sono progetti promossi da colleghi in formazione o con il desiderio di avviare la professione, animati da un sensibilità sociale propria della professione, che cercano di fare esperienza e migliorare la propria pratica clinica offrendo servizi di Counseling Psicologico a prezzi vantaggiosi per sé e per gli altri. In genere questi servizi non sono finanziati da contributi pubblici, ma dagli stessi psicologi che li organizzano.

Negli Sportelli Psicologici solitamente, viene svolta una consultazione psicologica e una presa in carico per un tempo limitato. Qualche volta negli psicologi degli Sportelli lavorano colleghi ancora in formazione, in questo caso non sono ancora abilitati all’esercizio della psicoterapia. Durante la pandemia, nei momenti di maggior emergenza, molti di questi psicologi hanno lavorato quasi gratuitamente. L’assistenza psicologica, specialmente se indirizzata alle fasce deboli, però non può reggersi sul volontariato. 

Molti di questi Sportelli di Ascolto Psicologico si stanno evolvendo in reti nazionali, cercano fondi, convenzioni e sovvenzioni. Sono uniti da una medesima Sensibilità Etica e Sociale che cerca di sottrarre il futuro della psicologia al mercato e alle logiche della mercificazione e svalutazione globale.

 

Le Società Commerciali di Psicologia Online

Recentemente sono nate delle Società Commerciali di Psicologia Online con campagne di marketing molto aggressive e massicciò reclutamento di professionisti sottopagati con cui hanno costruito un business fiorente, conquistandosi l’attenzione dei tabloid economici. Hanno una forte impronta orientata al mondo degli affari e trascurano fortemente il ruolo sociale di pubblico interesse per la salute della psicologia clinica. L’interesse per la vostra salute psicologica per queste società è chiaramente secondario al business.

Il Socialwashing, l’Healthwashing  sono quelle pratiche di facciata attraverso cui le compagnie assumono un’immagine apparentemente attenta al tema dei diritti sociali o della salute al fine di promuovere un prodotto lucrativo. La Seduta di Psicoterapia in questi casi è un “prodotto” che viene venduto. Dietro la vendita del prodotto però spesso si nascondono pratiche poco etiche e non c’è tutta questa attenzione per la salute delle persone e per la società. La psicoterapia fa davvero bene, ma in questi casi è ottimizzata per il lucro, non per la salute.

Si potrebbe fare meglio, potrebbe far star meglio le persone, ma la Società Commerciale vedrebbe i sui profitti ridursi e allora vince il profitto. Queste società stanno avendo molto successo. Perché hanno tutto questo successo? Investono denaro, ma non è tutto qui.

Le persone che hanno difficoltà ad accettare di stare in una relazione affettiva in cui possono sperimentare dipendenza, bisogno di controllo, o che non tollerano un rapporto asimmetrico con un professionista possono essere attratte da questi servizi, in cui la svalutazione della persona dello psicoterapeuta è implicita (non solo economica). In questi casi, il vostro psicoterapeuta è “un oggetto”, una presenza virtuale, scelto tra molti in modo impersonale, noleggiato a prezzo conveniente, sostituibile facilmente, restituibile all’azienda se non soddisfa le vostre aspettative, mentre voi vi potete riservare comodamente il ruolo di consumatori che decidono con un clic che rinnovare l’abbonamento. Devo avvisarvi che una psicoterapia basata su queste premesse potrebbe soddisfare pienamente le vostre richieste ma non curare alcuni dei vostri reali problemi psicologici. 

Queste società hanno una presenza online molto massiccia, sono ai primi posti in ogni ricerca su Google, su Instagram e su Facebook. “Concordano” con i professionisti dei pacchetti di vincoli per il lavoro clinico con i pazienti, incluse tariffe ridotte, orari di lavoro, durata delle terapie, tipo di terapia, scelta del terapeuta per il paziente, gestione dei pagamenti ecc.. In questi casi il lavoro dello psicoterapeuta è subordinato ad un contratto di collaborazione che definisce le modalità del suo lavoro con voi. Gli psicologi che lavorano per questi servizi avevano difficoltà a trovare lavoro, perciò vengono spesso sottopagati, non hanno quasi alcuna autonomia decisionale sul contratto terapeutico, lavorano “a cottimo” vincolati dalle decisioni dell’impresa. Il rapporto fiduciario viene stabilito con la Società Commerciale e non con il singolo professionista. Spesso sono SRL ovvero Società a Responsabilità Limitata, ovvero società che rispondono solo limitatamente per le loro azioni.

Una cosa singolare della politica commerciale di queste società è che spesso non potete scegliervi il terapeuta, ne stabilire una relazione diretta con lui o lei, vi viene assegnato sulla base di una turnazione e della disponibilità come nel servizio pubblico (ma qui pagate). Dobbiamo però considerare che qualche volta la difficoltà a fare scelte è parte del problema, ed affidarsi ad un servizio che scegli il/la terapeuta al posto vostro è anche frutto dell’insicurezza, della paura di sbagliare, della difficoltà ad assumersi delle responsabilità e dell’incapacità di negoziare i propri bisogni e le proprie disponibilità. Queste difficoltà andrebbero affrontate in una psicoterapia non evitate.

Tutte le comunicazioni passano attraverso la Società Commerciale, sottovalutando che la relazione in psicoterapia è uno strumento di cura, l’occasione di affrontare paure e conflitti. Clinicamente è un’operazione difficilmente condivisibile, anche quando ammantata della seduzione di farvi fare “il match” con il/la terapeuta ideale per voi. L’ideale sarebbe invece è scegliervi lo/la psicoterapeuta personalmente e stabilire con lui/lei una relazione di fiducia. Qualche volta, se il vostro terapeuta abbandona la collaborazione la Società Commerciale deve interrompere la psicoterapia iniziata con voi altrimenti pagherà una penale. Questa opzione, che ha un senso commerciale, da uno punto di vista clinico è scellerata.

Il Denaro Pubblico del Bonus Psicologo in questo caso verrebbe versato in buona parte direttamente nelle casse di società private. Inoltre, pensate che uno/a psicologa/o sfruttata e sottopagato, costretto a molte ore di lavoro precario online per vivere sia nella condizione mentale giusta per prendersi cura di voi?

Le Società Commerciali di Psicologia Online hanno il merito di aver favorito l’accesso alle cure psicologiche di molte persone facendo leva su un’attività di marketing e semplificando enormemente l’accesso alla psicoterapia approfittando di un periodo di crisi data dalla pandemia per organizzare un business fiorente. 

Possiamo condividere però che affidare la scelta dello/a psicoterapeuta ad un algoritmo può sembrare in apparenza un’opzione molto tranquillizzante e rilassante se paragonata alla fatica che comporta cercare uno psicoterapeuta nella giungla. Anche gli psicoterapeuti possono attraversare momenti di crisi economica ed accettare condizioni di lavoro sfavorevoli. Attenzione però è facile passare dall’essere cacciatori/esploratori a divenire prede/consumatori.

 

Gli Psicoterapeuti dei Centri Diagnostici e Polispecialistici

Stanno inoltre emergendo nella Giungla del settore della Sanità Privata dei Centri Diagnostici e Polispecialistici orientati alla psicoterapia. In questi Ambulatori potete trovare fino ad un centinaio di Psicologi Psicoterapeuti che lavorano in regime di libera professione. In pratica si tratta di strutture che in origine offrivano esami diagnostici e visite specialistiche in convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale, ricevendo un rimborso del Ticket dalle regioni. Nel tempo questi centri hanno ampliato la loro offerta alle visite mediche specialistiche private e oggi alle visite psicologiche specialistiche private.

In passato i Centri Diagnostici erano gestiti da medici oggi si tratta di imprese molto più grandi talvolta organizzate in Grandi Holding Multinazionali. Gli psicologi fatturano una parte della prestazione al centro che fornisce le stanze degli ambulatori, la segreteria, le attrezzature. Per quanto riguarda la psicoterapia, specie se online, il Centro Polispecialistico offre il portale web e il servizio di segreteria trattenendosi parte del costo della seduta che pagate alla segreteria.

Troverete nei Centri Polispecialistici moltissimi psicoterapeuti che non hanno stabilito un rapporto fiduciario con un numero di pazienti abbastanza grande da aiutarli a sostenere da soli il costo dell’affitto e dello sviluppo di uno studio privato. Questo rappresenta un vantaggio per voi, perché nei Centri Polispecialistici il prezzo delle sedute online solitamente è più basso rispetto a quello di mercato. Con il Bonus Psicologo sarà possibile risparmiare ulteriormente. Solitamente però il costo è più alto per le psicoterapie in presenza negli ambulatori dei Centri Polispecialistici, arrivando ad eguagliare il costo di un libero professionista. Il risparmio si riduce e forse vi conviene scegliervi un psicoterapeuta privato.

Se vi rivolgete ad un Centro Polispecialistico sarà il Centro a gestire i pagamenti e non pagherete direttamente lo psicoterapeuta. Sarà quindi il Centro Polispecialistico a ricevere il Voucher del Bonus Psicologo 2022. Inoltre, lo psicoterapeuta del Poliambulatorio non è del tutto libero di stabilire un rapporto diretto con voi, ma dovrà sottostare alle regole delle Direzione Sanitaria del Centro Polispecialistico pena la decadenza della convenzione.

Individuare il professionista che preferite richiederà tempo, specialmente se non avete nessuno che vi possa orientare. Quando poi avrete scelto, bisognerà chiedere allo psicoterapeuta se accetta il Bonus Psicologo, comunicare il Codice Univoco e prendere un appuntamento. Converrebbe avere un po’ di flessibilità con gli orari. I professionisti più esperti che decidono di dedicare delle ore del loro impegno settimanale per vedere nuovi pazienti a un costo ridotto difficilmente lo faranno in orari comodi per voi.

 

Tutti gli Psicoterapeuti sono Psicologi?

Un’ulteriore complicazione nella giungla degli psicoterapeuti è data dal fatto che tutti gli psichiatri o neuropsichiatri infantili hanno il titolo di psicoterapeuta, ma quasi sempre non hanno la formazione necessaria per fare psicoterapia, malgrado abbiano mediamente molta esperienza clinica nella gestione routinaria dei pazienti. Negli ultimi anni le scuole di specializzazione in psichiatria e neuropsichiatria infantile si sono poste il problema di dare più sostanza al titolo di psicoterapeuta dopo averla snobbata per decenni.

Negli anni passati, alcuni medici psicoterapeuti si sono impegnati per formarsi facendo una seconda scuola di specializzazione in psicoterapia e svolgono la professione di psicoterapeuti, ma sono casi rarissimi. Perciò converrebbe verificare se aldilà del titolo il medico ha fatto una formazione alla psicoterapia (non basta l’analisi personale).

La novità del Bonus Psicologo non riguarda i medici che non hanno competenze in ambito di salute psicologica. In particolare è rivolto alle persone alle condizioni di disagio psicologico sottosoglia (non psichiatrico), ovvero che non lamentano “disturbi mentali“. Attualmente queste condizioni non ricevono quasi nessuna risposta all’interno del sistema della medicina di prossimità. La situazione dovrebbe migliorare con l’introduzione delle Case della Salute nelle quali è prevista la presenza dello Psicologo Specialista nelle delle Cure Primarie.

Perciò attualmente il Bonus Psicologo non può essere speso con medici psicoterapeuti, anche quando hanno fatto una formazione alla psicoterapia. Nel Disegno di Legge è stato chiaramente definito il criterio dell’iscrizione all’Albo degli Psicologi. Perciò, vi consiglio di verificare sempre che il professionista a cui vi state rivolgendo sia iscritto all’Albo degli Psicologi.

Infine, ultima nota dolente, ci sono molti casi di abuso professionale in Psicoterapia. Le autorità purtroppo non fanno quasi nulla per perseguirli. Alcuni “Falsi Psicoterapeuti” vanno avanti anni prima di incorrere nelle sanzioni a tutela del cittadino. In generale, non possiamo considerare affidabili cittadini che infrangono deliberatamente le regole della società civile in cui vivono approfittando dell’assenza di controlli. Questi individui portano avanti un inganno continuo verso la cittadinanza per il proprio tornaconto economico. Gli psicoterapeuti devono essere tutti iscritti all’albo, senza eccezioni, controllate. Se vi imbattete in uno di questi casi: denunciate. Meglio preferire professionisti onesti che malgrado le difficoltà della formazione e le contraddizioni del sistema abbiano preferito agire con rispetto degli altri e della legge.

 

Online si / Online no

Avete trovato lo psicoterapeuta dei vostri sogni ma è lontanissimo e chiedete se è disponibile a fare le sedute online. Come detto in precedenza gli psicologi psicoterapeuti in Italia sono tantissimi, ma si concentrano tutti nelle grandi città. Così può capitare che intere regioni siano con un numero di psicologi nettamente inferiore alla media e che certe provincie siano anche del tutto sprovviste di psicoterapeuti. In questi casi la possibilità di fare una seduta online rappresenta a volte l’unica opzione possibile. Lo stesso vale per chi viaggia molto o si trova all’estero.

Se invece abitate in una grossa città e non avete voglia o tempo di dedicare mezzora per gli spostamenti prima e dopo la seduta vi invito a considerare questo come tempo utile per la psicoterapia. Per utilizzare al meglio ogni incontro del vostro Bonus Psicologico dovete dedicare tempo e attenzione ai vostri processi psicologici anche fuori dalla seduta. Gli spostamenti spesso consentono un momento di riflessione prima e dopo la terapia. Non ha molto senso inframmezzare la seduta dello psicologo tra una call-conference a lavoro e la lavatrice. Valorizzare al meglio questa occasione vuol dire dare il giusto rispetto al tempo che dedicate per cercare di risolvere le vostre difficoltà.

Anche se le terapie online sono un’opzione scelta da molti, al momento ci sono ancora sufficienti dubbi se la loro efficacia sia basata sugli stessi meccanismi delle psicoterapie in presenza. Purtroppo grazie al lockdown (la pandemia ha causato notevoli danni psicologici) le terapie su internet hanno ricevuto un notevole impulso e così la ricerca sulle psicoterapie online.

Credo che nel giro di pochi anni riusciremo a mettere a fuoco meglio le differenze tra i due setting. Benché ci siano molti studi che ne indichino l’efficacia in senso statistico delle Psicoterapie Online, molti meccanismi che riguardano gli aspetti psicosomatici del processo empatico della psicoterapia (per esempio guardasi negli occhi) semplicemente non possono avvenire online, senza una buona sintonizzazione e senza sincronizzazione. Perciò il mio consiglio è se riuscite andate in presenza ogni volta che potete.

 

La Babele degli Orientamenti degli Psicoterapeuti

Veniamo al punto più difficile da comprendere per i non addetti ai lavori. La psicoterapia è una disciplina dialogica e pluralista. Ci sono molte correnti e tradizioni che valorizzano diversi aspetti del processo psicoterapeutico. Ogni Psicoterapeuta si riferisce ad un ambito di studi, privilegiandolo nella sua formazione. Questo è il suo orientamento.

La scelta spesso dell’orientamento da parte dello psicoterapeuta è determinata dalle inclinazioni personali, dall’incontro con formatori più competenti, dal confronto tra pari, dal caso. Le stesse circostanze che guideranno anche voi in questa scelta.

Il problema è che molti di questi approcci hanno una pretesa di verità, o di efficacia, che viene utilizzata come un elemento di promozione personale dagli psicoterapeuti e di competizione tra colleghi. Per fortuna la nostra è una disciplina plurale, perché sappiamo che molti elementi utili per aiutare le persone a muoversi all’interno di un processo psicoterapeutico appartengono ai cosiddetti “fattori comuni” in psicoterapia.

Inoltre, quando nel mondo si è cercato di di imporre una approccio supposto come più efficace, ad esempio nel caso della Svezia, si è prodotto un disastro e uno sperpero di denaro. Nessuna tecnica e nessun orientamento funziona con tutti. Questo avviene perché vi è una differenza tra la validità statistica di efficacia di una psicoterapia e la validità ecologica di efficacia. Ovvero, ciò che funziona nella ricerca molto spesso non funziona sul campo. Sono necessari molti adattamenti.

Gli psicoterapeuti di ogni orientamento devono adattare il modello al caso clinico che devono trattare e nel fare questo inevitabilmente compiono delle scelte che finiscono per assomigliarsi e convergere per massimizzare le probabilità di successo. Se il vostro Psicoterapeuta applicasse il suo modello di riferimento senza tenere conto dei vostri bisogni reali che emergono durante la psicoterapia sarebbe un bel problema per voi.

Inoltre, è importante che le persone si orientino verso modelli e stili che corrispondo meglio alla propria visione del mondo, al proprio approccio alla vita, al senso che date alla vostro sofferenza. Per questa ragione forzare le persone verso un unico approccio non è psicoterapeutico, perché non ne rispetta le caratteristiche cliniche soggettive. Anche in Svezia sono tornati a proporre terapie di diversi orientamenti per garantire una migliore efficacia ecologica nel rispetto delle differenze tra le persone presenti in una popolazione.

Il consiglio che posso darvi è dunque quello di spendere il vostro Bonus Psicologo con uno psicoterapeuta che parla un linguaggio che vi è familiare, che capite, che abbia un modo di procedere che condividete. Se andate da uno psicoterapeuta di cui non capite mezza parola, non vi lascia parlare e non condividete nulla di quello che dice, probabilmente state perdendo il vostro tempo e il vostro Bonus Psicologo. Scegliete un approccio che rispetti il vostro punto di vista e la vostra sensibilità individuale.

 

Il Giusto Equilibrio

È facile capire che per utilizzare al meglio il Bonus Psicologo bisogna trovare il giusto punto di equilibrio tra i vostri bisogni psicologici, le vostre risorse non solo economiche, la disponibilità di tempo e le competenze di una/o psicoterapeuta. Dovete essere consapevoli che nella maggior parte dei casi il Bonus Psicologa/o rappresenterà un risparmio su un trattamento che avevate già deciso di intraprendere. Se invece pensate che siccome lo stato assegna un bonus di 600 euro allora tutti i disturbi psicologici da lievi a gravi possono essere curati con una spesa totale di 600 euro vi sbagliate di grosso.

Il Bonus Psicologo non è come il bonus biciclette. La salute psicologica è un bisogno fondamentale complesso che comporta costi sociali elevatissimi. In molti casi, il costo per il trattamento è così alto che solo il Servizio Sanitario Nazionale è in grado di affrontarlo (quando viene adeguatamente finanziato), perché sono necessari ricoveri, strutture residenziali e anni di riabilitazione. Ma anche per quanto riguarda la maggior parte delle psicoterapie per comuni disturbi psicopatologici si va incontro a percorsi di cura che durano anni. Per tutte le persone che possono investire una parte del loro denaro per prendersi cura di se stessi, il bonus è praticamente una forma di risparmio per un trattamento necessario.

Di fatto quasi tutte le persone che vanno in psicoterapia ci vanno a proprie spese. Hanno valutato che i benefici giustificano il costo, o semplicemente ne hanno bisogno. Per la fascia della popolazione con difficoltà economiche che non avrebbe accesso alle cure private con il Bonus si introduce una forma di prevenzione secondaria, una riduzione del danno, in attesa che si strutturino nel servizio sanitario nazionale delle risposte adeguate ai bisogni di tutta la popolazione.

Moltissime situazioni di crisi si possono affrontare con un counseling o una psicoterapia breve di 10-20 sedute con una/o psicoterapeuta.

Se siete in difficoltà da un punto di vista psicologico e avete anche delle difficoltà economiche è il meglio che potete fare per voi stessi. Probabilmente con il Bonus Psicologo pagherete a metà prezzo un intervento breve in una situazione di crisi da lieve a moderata.

Il mio invito è comunque quello di cogliere questa opportunità consapevoli dei limiti e dei pregi di questa importante iniziativa nel panorama nazionale.

 

 

Daniele Paradiso, Torino 18 Febbraio 2022 (ultima revisione 15 Maggio 2022)

 

Ringrazio Giancarlo Marenco (Presidente dell’Ordine degli Psicologi del Piemonte) per il prezioso confronto e aggiornamento su questi temi.