Fobie Specifiche, Fobia Sociale, Agorafobia e Ansia Generalizzata. L’Esperienza del Terrore e le Crisi Emotive Associate: Indicazioni Alla Psicoterapia

Fobie Specifiche, Fobia Sociale, Agorafobia e Ansia Generalizzata. L’Esperienza del Terrore e le Crisi Emotive Associate: Indicazioni Alla Psicoterapia

La Fobia è una paura forte, di una situazione, di un animale, di un oggetto o di un alimento, del sangue, delle altezze, che se visti o anche solo pensati scatenano una risposta d’angoscia disregolata. La Crisi Emotiva che ne consegue è un’esperienza psicologica complessa, non riducibile alla semplice fisiologia del sistema nervoso o ad una generalizzazione evoluzionista universale. L’essere umano non è semplicemente vittima dei propri riflessi nervosi involontari o della propria eredità ancestrale di animale soggetto alla caducità dell’esistenza.

La paura, la Fobia simboleggia il limite del rapporto tra mondo interno e mondo esterno, la situazione fobica è carica di fantasia anticipatorie che spesso giocano un importante ruolo scatenante.

Il terrore Fobico è sentito come incontrollabile per la persona che ne soffre, la reazione psicofisica è massiccia e globale, nonostante a volte sia una paura per un pericolo non mortale, che gli altri riescono ad affrontare agevolmente. Nella Fobia è la propria reazione il problema centrale, la Fobia riguarda primariamente i rapporto con se stessi, i propri limiti e la propria sensazione di sicurezza personale e autocontrollo. Le persone Fobiche, infatti, temono sopratutto la perdita di prevedibilità e di autocontrollo delle proprie reazioni psicofisiche involontarie, che possono raggiungere l’Attacco di Panico, ovvero l’esperienza della completa disregolazione psicofisica.
Ogni Fobia ha sempre una parte irrazionale, anche quando per esempio si ha paura di qualcosa che, come tutti sanno, può essere pericolosa, come per esempio l’altezza, il volo in aereo, le onde del mare. Anche quando la Fobia è conseguente ad un evento traumatico la risposta a questi stimoli sembra irrazionale, eccessiva, non completamente giustificata dal contesto, ma piuttosto da una fragilità di sé o da un blocco interno. Le condotte di evitamento rappresentano una lotta interna, una dinamica di conflitto tra il desiderio di fuggire e quello di affrontare il problema, e la paura di paralizzarsi o perdere il controllo fino a mettersi ancora di più in pericolo.
La Fobia causa una sensazione di allarme e un desiderio di fuggire che non riesce ad essere superato con il semplice buon senso, da autorassicurazioni o con dimostrazioni di inoffensività da parte di qualcun altro.
Chi soffre di fobie spesso fa fatica a farsi rassicurare dagli altri e può provare un forte senso di incomprensione per la sua esperienza che può far provare impotenza, vergogna e rabbia. Altre volte volte invece la presenta di un altra persona può risultare indispensabile, e possono essere sviluppate delle vere e proprie dipendenze da persone, oggetti, farmaci.
Anche quando la fobia è molto invalidante, perché limita le libertà dell’individuo, la persona tende a fare qualsiasi cosa per evitare lo stimolo che la spaventa, rinunciando di fatto a vivere liberamente. Il rapporto tra libertà e costrizione, autodeterminazione e adattamento, è un rapporto molto delicato che spesso gioca un ruolo importantissimo dietro la costruzione del sintomo fobico.
Spesso chi soffre di fobie sa che la sua paura è fuori misura e in parte irragionevole ma, nonostante questo, non riesce a spiegarsene completamente le cause e neppure a liberarsene, anche se a volte si ricorda molto chiaramente la prima occasione in cui si ha provato questa complessa forma di terrore.
Questo accade perché la fobia spesso è un sintomo che segnala una vulnerabilità inconscia. Ha la funzione di proteggere da un evento pericoloso, ma sconosciuto che si fa fatica a pensare, ma verso il quale ci si sente impotenti e fragili. Alcune persone, davanti alla paura  e al terrore delle Fobie, adottano uno stile Controfobico. Nello stile Controfobico la disregolazione data dal terrore fobico non viene evitata, ma viene attivamente ricercata, per l’adrenalina e la sensazione di vitalità e controllo onnipotente che può derivarne. Queste persone possono giungere a condotte di ricerca del rischio, ma raramente chiedono aiuto in psicoterapia.

Da un punto di vista psicodinamico le Fobie comportano un vantaggio che deriva dalla rimozione di un conflitto interiore, del quale non si è consapevoli. Aspetti aggressivi, disgustosi  e distruttivi della personalità, vengono spesso rappresentati simbolicamente e controllati attraverso la formazione d una Fobia. In una prospettiva costruttivista, il sintomo viene continuamente riprodotto per rappresentare la dinamica interna del soggetto. Nelle Fobie il ruolo delle fantasie anticipatorie risulta centrale nel mantenere il comportamento di malattia e organizzare la disregolazione dell’ansia data da un potenziale Attacco di Panico. Solitamente le Fobie aiutano il soggetto a evitare di affrontare nella vita momenti di trasformazione evolutiva apparentemente positive, ma che comportano la perdita di controllo o di parti del sé, come ad esempio un traguardo scolastico, un matrimonio, una gravidanza, un nuovo lavoro. In altri casi le Fobie possono servire a gestire sentimenti negativi di cui non si è consapevoli quali vendicatività, rivalità, abbandono preoccupazioni per la salute, morte. Per questa ragione il trattamento delle Fobie non può prescindere dall’analisi globale della situazione personale del soggetto,ma sopratutto il sintomo deve essere compreso e rispettato nella sua funzione autoprotettiva che è iscritta nella storia evolutiva dell’individuo, malgrado non possa essere rappresentata consciamente. Le Fobie possono essere ereditate dai genitori oppure presentarsi come sintomi del tutto nuovi, data questa variabilità ogni caso va affrontato come un caso a sé stante.

 

A partire dal 1960 sono state messe a punto  delle tecniche di apprendimento comportamentale possono aiutare il fobico ad avvicinarsi inizialmente allo stimolo di cui ha paura e così alleviare il disturbo, queste terapie sono diventate molto popolari. Purtroppo, le Terapie Cognitivo Comportamentali (CBT) sono state presentate come “più efficaci” rispetto alle altre, dato il quantitativo di studi che hanno prodotto, questo mito è un artefatto del metodo confermativo della ricerca in psicoterapia che tende a ripetere i risultati di ricerche precedenti, ma un numero maggiore di ricerche non significa affatto che si sia dimostrata alcuna superiorità. Le metanalisi sulla ricerca comparativa hanno invece mostrato l’inconsistenza della supposta maggiore efficacia delle tecniche CBT. L’intervento basato su tecniche così come per tutte le psicoterapie, ha un ruolo molto ridotto nel produrre un effetto terapeutico (5%, massimo 10%), mentre i fattori relazionali giocano il ruolo chiave e rappresentano sempre il fattore terapeutico principale. Nella psicoterapia il lavoro sui temi interpersonali e sui modelli di attaccamento nelle dinamiche intersoggettive è sempre attivo, anche quando si suppone di fare un esercizio tecnico. L’efficacia della psicoterapia psicodinamica (PDT) deriva dalla ridefinizione delle condizioni intersoggettive che attivano o disattivano stati del sé repressi, dissociati, talvolta post-traumatici. In generale perciò possiamo dire che il predittore più efficace per il successo terapeutico nelle Fobie è nella qualità della relazione terapeutica e nella riattivazione di una relazione di attaccamento in cui vengano esplorate le possibilità soggettive e affrontati gli ostacoli al cambiamento.  Nella psicoterapia delle Fobie perciò, deve essere evitata la collusione con la fantasia fobica in cui il problema personale è limitato all’oggetto/situazione temuta, mentre il resto della personalità è conservata in modo irrealistico. Una psicoterapia orientata solo al trattamento del sintomo non può che rafforzare le difese contro la consapevolezza delle crisi evolutive o delle dissociazioni personologiche che la persona deve affrontare per raggiungere un equilibrio stabile accanto alla possibilità di esprimere il proprio potenziale. La psicoterapia perciò, di qualsiasi orientamento sia, deve avere l’obiettivo della cura della persona nella sua globalità e non limitarsi alla cura del sintomo fobico. In altri termini, il sintomo fobico non deve essere dissociato e trattato fobicamente anche dal terapeuta.

Quali sono le Fobie più comuni? Ecco un breve elenco delle fobie per le quali viene richiesto un trattamento con maggiore frequenza:

  • Fobia Specifica: L’esordio è solitamente precoce, tra i 5 e i 9 anni, anche se in alcuni casi si presenta nella prima età adulta. La Fobia Specifica tende a limitarsi ad una singola situazione. Fobia per le Altezze, Fobia per il Volo Aereo, Fobia per i Temporali, Fobia per le Gallerie, Fobia per gli Spazi Chiusi come gli Ascensori, Fobia per i Luoghi Affollati, Fobia per il Buio ecc.. Le Fobie Specifiche possono riguardare alcuni oggetti come Fobia Per le Siringhe o per gli Aghi, Fobia per Il Sangue e le Ferite, Fobia per i Clown.. ecc. Infine, sono molto comuni le Fobie per gli Animali come Cavalli, Ragni, Serpenti, Cani, Galline, Gatti, Piccioni ecc..
  • Fobia Sociale: è la paura, l’ansia e l’eccessivo imbarazzo nelle situazioni sociali, il sentimento prevalente può essere la vergongna. La Fobia Sociale esordisce frequentemente in adolescenza, ma può anche comparire in infanzia o in età adulta. Il rapporto con l’immagine di sé o del proprio corpo, per come vengono rappresentati, diventa fonte di conflitto. L’attenzione o lo sguardo dell’altro vengono difficilmente tollerati, in quanto incontrollabili per il soggetto.
  • Agorafobia e Disturbo di Panico: La maggior parte delle persone con Agorafobia ha una storia precedente di Disturbo da Attacchi di Panico. L’Agorafobia, cioè la paura di tutti i luoghi affollati o dei luoghi da cui sarebbe difficile o imbarazzante fuggire, cinema, ponti, gallerie, ascensori. A differenza della Fobia Specifica, nell’Agorafobia la paura è più diffusa e riguarda diverse situazioni. La paura di rimanere intrappolati o di non poter scappare comporta la ricerca di aiuto in “partner fobici”, persone che possano fornire rassicurazione, oppure la ricerca di strategie per garantirsi una via di fuga, una via d’uscita.
  • Disturbo d’Ansia Generalizzata: si tratta di una condizione di ansia irrequietezza, agitazione anche somatizzata che si manifesta in molteplici circostanze e verso diversi aspetti della vita. L’Ansia è l’affetto centrale intorno a cui si struttura le personalità e tutte le relazioni significative. In questo senso il Disturbo d’Ansia Generalizzata è pervasivo e rappresenta un vero e proprio stile di vita e un particolare rapporto tra individuo e ambiente.

Indicazioni alla Psicoterapia

I problemi fobici, vengono spesso sminuiti, nonostante non sia sempre facile superarli e vi sia una grande variabilità nel tempo e nell’impegno che occorre per modificare l’organizzazione interna delle persone che ne soffrono. Qualche volta il sintomo fobico rappresenta la reazione transitoria ad un contesto specifico, altre volte la Fobia è profondamente radicata nella personalità.
Con un certo impegno in un lavoro dinamicamente orientato la fobia si può risolvere attraverso il recupero di capacità emotive utili per affrontare le situazioni temute, sviluppando strategie per affrontare i conflitti emotivi e le paure in modo diverso, ma sopratutto rielaborando le rappresentazioni interne di sé.
Al pari delle Terapie Cognitive le Psicoterapie Dinamiche sono indicate per la comprensione e la risoluzione del sintomo fobico in sé, ma spesso il sintomo ha alla base una situazione ansiosa iniziale che deve essere comunque affrontata in un percorso psicoterapeutico più articolato.
Qualche volta l’intera personalità è strutturata intorno a paure fobiche in questo caso è indispensabile un lavoro di Psicoterapia più lungo, ma anche più proficuo, perchè orientato allo sviluppo di un senso di sé più forte ed espressivo oltre che e un senso di sicurezza personale più stabile.