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Psicologia Clinica e Psicoterapia
APPLICAZIONI E RICERCHE

Il corpo si adatta fisicamente all'ambiente per mezzo di un sistema di comunicazione che sviluppa parallelamente dei modelli mentali di sé, degli altri e delle relazioni. La mente e il corpo crescono insieme, sulla base di un progetto unico.
Il nostro corpo e la nostra mente si adattano ai luoghi e alle persone con cui cresciamo e tanto la nostra mente deve fare i conti con le caratteristiche corporee che abbiamo ereditato quanto il nostro corpo deve fare i conti con la nostra personalità e con le risposte emotive che sviluppiamo.
Infatti, con il tempo, alcuni modi personali di rispondere alle situazioni della vita diventano stabili e trasmettono al nostro corpo un'esperienza prevalente.
Così come certe abitudini professionali danno alla lunga dei disagi, come i calli alle mani vengono a chi usa un utensile da lavoro tutti i giorni, così anche i nostri atteggiamenti psicologici e le emozioni che proviamo quotidianamente lasciano un segno nel corpo. L'emotività influenza il sistema nervoso centrale, le emozioni modificano l'anatomia del nostro cervello, anche per mezzo degli ormoni, le nostre risposte emotive influenzano le nostre difese immunitarie e il sistema nervoso autonomo.
Desideri, paure, rabbia e tenerezza, per esempio, si trasformano in atteggiamenti con cui affrontiamo la vita e cerchiamo di raggiungere dei risultati, evitando i dispiaceri.
Gli atteggiamenti che assumiamo possono riflettersi nella postura del corpo, nel tono della voce oltre che, a livelli più profondi, su funzionamenti più complessi come la digestione o la sessualità. Le emozioni e le nostre rappresentazioni mentali, sopratutto inconsce, influenzano il nostro respiro e il modo in cui ci muoviamo e facciamo esperienza di noi stessi e delle relazioni col mondo.
Somatizzare significa destinare al corpo un eccessivo lavoro: alleviare le emozioni forti, confinare le rappresentazioni mentali disturbanti, per non esserne psicologicamente sopraffatti o per dedicarsi ad altro, come per esempio, continuare a lavorare o mantenere un legame nonostante l'esperienza di un conflitto o di un trauma.
Nel linguaggio quotidiano sappiamo tutti cosa vuol dire avere un nodo alla gola nell'attesa di qualcosa, sentirsi soffocare per la paura, sentirsi battere forte il cuore d'amore, sentirsi cedere le gambe, ribollire di rabbia, dignignare i denti, sentirsi prudere le mani, mordersi le labbra e tanti altri modi in cui proviamo la tensione e lo stress e viviamo le emozioni in rapporto a fatti e persone verso cui non siamo del tutto liberi di esprimenci.
Somatizzare è normale, tutti in una certa misura somatizziamo, cioè viviamo nel corpo emozioni molto forti, ma per alcuni somatizzare diventa eccessivo e dannoso.
Se si somatizzano troppo a lungo le emozioni e lo stress, il corpo dopo un po' si affatica e se si va avanti nonostante questo si corre il rischio di ammalarsi gravemente e soffrire di diverse menomazioni.
Alcune persone hanno difficoltà con emozioni ed esperienze specifiche o con certe particolari situazioni stressanti, per questa ragione sviluppano somatizzazioni molto particolari in risposta a queste esperienze.
La somatizzazione inizialmente, e in modo automatico, può servire per evitare un emozione sgradevole o uno stress troppo duro ma alla lunga, se mantenuta, ha dei costi molto elevati per la salute o per il funzionamento sociale perciò le persone chiedono aiuto.
Di solito inizialmente chi soffre di questo tipo di disturbi si rivolge al medico: se il corpo da dei problemi allora il medico cura il corpo.
A volte il medico cura il corpo anche quando non è proprio "malato", quando non c'è una vera e propria origine medica ma piuttosto una condizione di stress o un problema psicologico somatizzato, si tratta di "medicalizzazioni" di aspetti psicologici che andrebbero invece discussi con uno psicologo specialista in psicologia clinica o uno psicoterapeuta: se il problema deriva da fattori psicologici e relazionali sarà necessaria anche una cura psicologica.
La cura medica rimane comunque necessaria, è ovvio, da un lato per escludere patologie mediche vere e proprie e dall'altro per alleviare in parte i sintomi delle malattie psicosomatiche, ma se si trascurano gli aspetti psicologici la cura medica sarà solo una cura sintomatica che comporterà il rischio di cronicizzare proprio quei fattori di stress e disagio psicologico all'origine del disturbo.
Infatti, più tempo passa e più le somatizzazioni diventano difficili da trattare e più si corre il rischio il disturbo possa divenire stabile.
Se le somatizzazioni fanno bene il loro lavoro le persone non si rendono bene conto di provare un disagio psicologico e si possono convincere completamente di avere solo un problema fisico. Una forma di "auto-inganno" porta talvolta queste persone a credere, o a preferire di credere, che è solo il loro problema fisico, la malattia, a causare il disagio psicologico e non il contrario, mentre pensano che altrimenti, senza questi fastidiosi problemi fisici, si sentirebbero psicologicamente bene. Proprio perché il benessere psicologico è molto importante per le persone che somatizzano, non è facile per loro rendersi conto dei propri disagi psicologici, che spesso sono avvertiti solo in maniera molto sfumata, anche quando derivano da evidenti esperienze traumatiche o da condizioni di vita insopportabili.
Le somatizzazioni servono a questo, sentirsi un po' meglio con sé stessi, scaricare nel corpo la sofferenza, distogliere l'attenzione da aspetti emotivi sgradevoli o troppo difficili da affrontare in un determinato momento. Nel tempo però, non è un bene nascondere dei segnali di disagio psicologico di questo tipo, ancora più grave è il caso in cui le somatizzazioni rappresentino i segni residui di un violento trauma psicologico per nulla elaborato. In questi casi il medico dovrebbe indicare con urgenza una presa in carico psicoterapeutica.
Il sostegno di un professionista è utile per affrontare le difficoltà che da soli non si riescono a sostenere, anche se spesso, nonostante i progressi scientifici che ci sono stati in questo campo, l'indicazione di rivolgersi ad uno psicoterapeuta non viene formulata tempestivamente per un eccessivo senso di cautela per la suscettibillità del paziente o per l'arretratezza del contesto culturale di riferimento altrettanto spesso viziato da pregiudizi.
Quando una persona si sente più capace di affrontare le sue emozioni e di gestirle in modo più vantaggioso le somatizzazioni diminuiscono e l'esperienza psicologica diventa più piena e la propria vita può riprendere ad andare avanti. Questo può significare inizialmente un impegno per trovare la forza di affrontare dei conflitti psicologici e delle aree problematiche del proprio funzionamento mentale che fanno soffrire.
Per questa ragione un sostegno psicologico è indicato, uno psicoterapeuta promuove e sostiene le capacità e i punti di forza delle persone che soffrono di questi disagi e gradualmente aiuta ad alleviare le condizioni che sono alla base delle somatizzazioni.





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